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Perchè non succeda mai più!

CLASSI PRIME

Martedì 27 Gennaio, in occasione della “ Giornata della memoria”, sono venuti a trovarci quattro ragazzi dell’associazione “Controtempo”.

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Abbiamo decorato liberamente delle mascherine di cartoncino tutte uguali con disegni  colorati a pennarello.

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Poi, ognuno di noi ha indossato la propria maschera e….. eravamo tutti diversi uno dall’altro!!!

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Eravamo UNICI  e, proprio per questo motivo,  è stato bellissimo vederci giocare e sfilare nell’aula!

Noi siamo tutti diversi  gli uni dagli altri, siamo UNICI come quelle mascherine.

Essere unici  permette di  riconoscerci, distinguerci, sceglierci  tra tante altre persone.

CHE BELLA LA DIVERSITA’ !

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CLASSI SECONDE

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CLASSI TERZE

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Nessuna differenza!?

Questo è lo slogan che ci ha guidato nelle attività e nelle riflessioni durante la giornata della memoria.

Nessuna differenza! – punto esclamativo-  perché tutti i bambini hanno dei diritti: giocare, avere amici, avere una famiglia, andare a scuola…
Nessuna differenza? – punto di domanda- perché ad un tratto dei bambini hanno perso di colpo tutti i loro diritti.

Alcuni esempi ci hanno fatto riflettere.

Alzare le mani: per noi è un tiro a canestro, per i bambini ebrei un segno di paura.

Indossare una stella: per noi è una decorazione allegra sulla maglia; per i bambini ebrei un segno di discriminazione.

Salire sul treno: per noi fare un bel viaggio; per i bambini ebrei andare verso l’ignoto.

Avere un tatuaggio: per noi un segno alla moda; per i bambini ebrei un numero al posto del nome.

 

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CLASSI QUARTE

GIOVEDI’ 29 GENNAIO,

I RAGAZZI DI CONTROTEMPO SONO TORNATI PER RACCONTARCI LA SHOAH!

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IL LIBRO DAL QUALE CI HANNO LETTO ALCUNI BRANI…SCRI3TTO DA THOMAS GEVE, CHE HA TRASCORSO UN PERIODO DEI SUOI ANNI DI BAMBINO NEL CAMPO DI AUSCHWITZ

 

 

 

 

 

 

 

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IN BASE ALLA LETTURA DEL LIBRO STIAMO COMPLETANDO UN OROLOGIO PER DESCRIVERE COME SI SVOLGEVA LA GIORNATA DI UN RAGAZZO EBREO NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO…

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…CHE DIFFERENZA CON LA NOSTRA !!!…

NOI INFATTI POSSIAMO GODERE DEL PIU’ GRANDE DIRITTO NEGATO AI BAMBINI EBREI DURANTE LA SHOAH: LA LIBERTA’!!

CLASSI QUINTE

Il signor Massimo Cauzzi è venuto a raccontarci la storia di Otto l’orsacchiotto, un peluche appartenuto ad un bambino ebreo durante la seconda guerra mondiale.

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Seguendo la sua vita e le sue mille avventure, abbiamo potuto riflettere su quanto fu doloroso e difficile essere ebreo in Italia durante il periodo delle “leggi razziali”.

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Abbiamo anche visto alcune fotografie di Cremona quando venne bombardata durante la seconda guerra mondiale…che impressione!!

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Ci ha fatto riflettere su quanto noi oggi siamo fortunati a godere di molti diritti e anche sull’importanza di impegnarsi individualmente perché certi fatti così ingiusti non accadano mai più.

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Le ragazze di “Controtempo” ci hanno raccontato la storia della vita di Liliana Segre, una ragazzina ebrea sopravvissuta al campo di concentramento. Attraverso foto scattate dalle stesse ragazze durante il “Viaggio della memoria”, abbiamo sentito come funzionava un campo di lavoro e come era triste  e faticosa la vita.  Sui cartelloni del successivo  lavoro  abbiamo scritto tutto quello che dovremmo fare,  secondo noi,  perchè non accada mai più.

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VERSO  LA  GRANDE  GUERRA

Il 4 febbraio 2015 siamo andati al Museo civico, in Sala Puerari, per ascoltare un racconto di Massimo Cauzzi sulla Prima Guerra Mondiale.

Ci siamo accomodati su poltroncine rosse molto comode e……..siamo stati trasportati indietro nel tempo…..

Il progetto si chiamava “ B e B” , cioè Bussola e Bolla, vedremo dopo il perché.

Cauzzi ci ha mostrato delle slides sulla Belle époque, periodo storico in cui “..i più ricchi presero il sopravvento…”

Nella Belle époque si costruì la Tour Eiffel (nel 1897), ma anche il primo transatlantico, il mitico Titanic che, però, affondò provocando la morte di 1500 persone, perché purtroppo non avevano ancora inventato il radar…. In questo periodo si scoprono e si studiano i vasi sanguigni, l’alzahimer e finalmente arriva  il cinema. I fratelli Lumière avevano ripreso un treno che entrava in stazione e lo proiettarono in una sala. Gli spettatori si impaurirono e scapparono a gambe levate, perché ebbero l’impressione che il treno li investisse.

Inoltre ci fu l’Esposizione Universale a Milano, perché avevano costruito il traforo del Sempione, che collegava l’Italia alla Francia. Grande fermento ci fu, così, nel mondo dell’arte, della letteratura, della scienza.

Bussola e Bolla erano due bambini che abitavano a Buggerru in Sardegna, dove tutti lavoravano in una miniera di società straniere. I minatori facevano una vita tremenda, faticosissima ed avevano solo un’ora e mezza per mangiare e riposarsi un pochino. Un giorno il direttore decise di restringere questa pausa e ci fu  una rivolta. A quel punto il direttore chiamò l’esercito e negli scontri morirono quattro persone. Allora in questo paesino ci fu il primo sciopero generale.

In quel periodo storico l’Impero Austro-ungarico era vastissimo. L’imperatore Francesco Giuseppe ebbe quattro figli, ma i maschi morirono, così non sapeva a chi passare il trono. Nominò suo erede il nipote Francesco Ferdinando che, però, venne ucciso a Sarajevo con due colpi di pistola da Garvilo Princip, un ragazzo serbo che apparteneva ad una associazione politica contraria.

L’imperatore, allora, decise di occupare la Serbia. Ma………La storia è lunga e complicata….

Torniamo a B e B…

Cauzzi ci ha raccontato tutta la storia di Bolla e Bussola, da bambini fino all’età adulta, e soprattutto del come e del perchè sono finiti in guerra.

All’età di venti anni circa partirono per la guerra. Proprio loro che non si erano mai allontanati dal loro paesino che si affacciava sul mare. Salirono sul treno per la prima volta e, nel lungo viaggio verso il Piave (o la Piave, come si diceva allora!), incontrarono un cremonese, Marino Calcina, che faceva lo stesso viaggio. Non si capivano, perchè ognuno parlava nel proprio dialetto, ma si aiutarono senza problemi.

Cauzzi, alla fine del racconto, ci mostrò alcuni reperti originali imprestati dagli alpini di Cremona. Siamo rimasti a bocca aperta! Abbiamo visto una mantellina, dei cappelli con la penna, uno scarpone da ghiaccio con sotto i chiodi, del filo spinato, due elmetti (uno era italiano e l’altro inglese)uno dei quali con un grosso buco (poveraccio!!!), una bomba scoppiata.

La cosa che ci ha colpito di più è stata la maschera antigas.

Il prossimo anno ascolteremo il racconto del secondo anno di guerra.

 

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