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Perchè non succeda mai più!

E’ stata positiva l’esperienza realizzata con i  ragazzi di  CONTROTEMPO  nelle nostre classi per meglio conoscere e ricordare la Shoah: attività proposte interessanti, originali, ben calibrate sulle età dei bambini.

 

Nelle classi seconde il tema proposto è stato TUTTI UGUALI NELLA DIVERSITA’.

 

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Un gioco con la palla, tutti in cerchio, per raccontare i propri gusti, i propri interessi, per scoprire che alcuni amano gli stessi colori, gli stessi cibi, e poi per scoprire che ci sono quelli che amano giocare a calcio, quelli che invece preferiscono nuotare,  quelli che non cambierebbero mai la loro bicicletta con un’attività sportiva. Sono tutti bambini e tutti desiderano fare le loro cose importanti, tutti diversi e tutti uguali dentro. L’incontro si è concluso con la produzione di un cartellone in cui i bambini hanno illustrato i bisogni che li rendono tutti uguali.

 

 

 

 

 

 Attraverso dei giochi divertenti noi bambini di seconda abbiamo scoperto che siamo tutti diversi: abbiamo nomi diversi, corpi diversi, interessi diversi, desideri diversi, religioni diverse…

Una cosa però ci accomuna: apparteniamo alla grande famiglia… dei bambini e… a tutti… piace giocare, piace andare a scuola, piace avere una famiglia…

Anche i ragazzi che hanno guidato il nostro lavoro sono stati bambini come noi, qui alla scuola Bissolati, ma adesso… sono diversi… Non dobbiamo aver paura di chi è diverso!

 

 

Nelle classi terze ci si è domandato COSA SUCCEDEVA AL TEMPO DELLE LEGGI RAZZIALI AI BAMBINI EBREI, A LORO CHE ERANO RITENUTI DIVERSI, INFERIORI?

 

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Raccontarlo a parole è facile, ascoltarlo anche. I bambini, si sa, capiscono un sacco di cose quando giocano e allora … vai coi giochi. Con un’estrazione a sorte i bambini sono stati divisi in due gruppi: quello degli “uguali” e quello dei “diversi”. Come primo gioco, ad entrambi i gruppi è stato chiesto di indovinare cosa Jacopo, l’esperto fumettista, stesse realizzando alla lavagna; ma sono state date regole diverse, tanto tempo per il gruppo degli “uguali”, molto di meno per “i diversi”.

Poi due attività differenti: giochi di magia per “gli uguali”, un noioso dettato per “i diversi”.

E l’inevitabile conclusione dei bambini

“NON E’ GIUSTO. SIAMO TUTTI UGUALI, NESSUNO DEV’ESSERE TRATTATO IN MODO DIVERSO. ABBIAMO TUTTI GLI STESSI DIRITTI!”.

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clicca per vedere come hanno vissuto l’esperienza i bambini e le bambine

 

 

Nelle  classi quarte  i ragazzi di Controtempo han dato risposta alla domanda   COM’ERA LA GIORNATA DI UN BAMBINO EBREO IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO?

 

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L’hanno fatto utilizzando il disegno di un grande orologio, che scandiva le diverse attività. Poi hanno chiesto ai bambini di disegnare il proprio orologio, con tutte le attività di una piacevole giornata. Il confronto tra la giornata dei bambini nel “campo” e quella dei nostri alunni ha portato a un vivace dibattito, si è parlato di diritto al gioco, allo studio, all’amore di una famiglia.  E’ stata compilata, tutti insieme, una Carta dei diritti, poi ogni bambino ha scelto di illustrarne uno, quello a cui lo conduceva maggiormente la sua sensibilità.

 

 

 

 

 

 

 

Nelle classi quinte ci si è chiesto PERCHÈ  UNA COSA COSÌ TERRIBILE È POTUTA ACCADERE?

 

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I ragazzi hanno raccontato la storia di Liliana Segre tratta dal libro “Come una rana d’inverno”.

I bambini hanno ascoltato, fatto domande, raccontato tutto quello che loro sapevano. Ne è uscito un quadro composito ed interessante; inevitabile è stato chiedersi perché sia successo tutto questo e soprattutto come fare perché non succeda più. I bambini hanno dimostrato di avere  proposte e le hanno illustrate.

 

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A conclusione, le insegnanti e i bambini ringraziano

Giulio, Raimondo, Chiara, Jacopo, Nicola, Simone, Giacomo, Gloria, Andrea e Cecilia che,

con l’entusiasmo e la freschezza che caratterizza la loro età,

tra una verifica al liceo e un esame all’università, hanno trovato  tempo anche per i nostri bambini, 

affinché il  rispetto dei diritti umani,

sanciti dalla nostra Costituzione nata dalla resistenza al nazi-fascismo,

sia trasmesso,

anche attraverso la memoria della tragedie avvenute,

di generazione in generazione.